Capricci dei bambini: quando ignorarli

capricci dei bambini

Nell’articolo precedente abbiamo visto che i capricci dei bambini possono manifestarsi in diversi modi e soprattutto sono causati da diversi fattori. In particolare abbiamo capito che la reazione al capriccio da parte del genitore o di chi si occupa del bambino (insegnante, educatore, baby sitter) dipende dal tipo di capriccio. Oggi vedremo quando il capriccio è la reazione a un nostro comportamento educativo erroneo e di conseguenza capiremo la strategia migliore da adottare in questo caso.

Il capriccio immotivato per ottenere qualcosa

Il capriccio può diventare per il bambino un’arma molto potente, utile al momento giusto per ottenere qualcosa di effimero, generalmente un giocattolo o dei dolciumi, o per sperimentare il suo potere sull’adulto. Un bambino che puntualmente al supermercato strepita, si dimena e urla per ottenere ciò che vuole, sta agendo consapevole che il suo capriccio sarà accontentato dal genitore ahimé stremato dalla richiesta del figlio e dalla pressione psicologica dovuta al contesto (essere al supermercato in mezzo a gente che molto probabilmente sta pensando:”Suo figlio è un maleducato!”).

I bambini usano il pianto sin da piccolissimi in modo del tutto naturale per manifestare i bisogni primari (fame, sonno, dolori), ma imparano molto presto che il pianto può essere utilizzato “furbamente” per essere presi in braccio o per avere l’attenzione degli adulti. Quando si diventa più grandi questa”strategia” si perfeziona e si può evolvere nel capriccio. Ovviamente non tutti i capricci sono motivati dall’ottenimento di qualcosa di effimero. E’ importante saper discriminare le reazioni dei propri figli, osservando i loro comportamenti. E’ ovvio che, se il bambino ripete continuamente la stessa strategia (ad esempio buttarsi a terra piangendo) e l’adulto lo accontenta sempre, il suo comportamento sarà rinforzato e quindi incoraggiato ad essere ripetuto.

I capricci dei bambini vanno ignorati

Cosa fare dunque se capiamo che il capriccio è dovuto alla richiesta effimera di qualcosa? Semplicemente ignorare questo comportamento e lasciare che il bambino continui a piangere allontanandosi in un’altra stanza se possibile o comunque distogliendo la propria attenzione dal bambino (ad esempio se siamo al supermercato cerchiamo di continuare la nostra spesa senza dare attenzione alla richiesta del bambino). E’ importante che il piccolo capisca che se vuole ottenere qualcosa la sua richiesta può essere formulata evitando i capricci e che comunque sarà l’adulto a decidere se accontentarlo o meno.

Le regole per evitare i capricci dei bambini

Per evitare che il bambino manifesti capricci immotivati i genitori devono dare delle regole concordate da entrambi, cercando di far rispettare i dettami della regola in modo irremovibile. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio.

Marta e Andrea hanno un figlio di tre anni di nome Giacomo. Per evitare che il figlio pianga al supermercato al fine di ottenere uno o più dolciumi hanno deciso di mettere la regola di poter acquistare un solo prodotto che sarà scelto da Giacomo tra quattro prodotti a scelta in offerta (i genitori hanno individuato a casa i prodotti in offerta consultando un volantino del supermercato e Giacomo ha scelto una barretta di cioccolato). Arrivati al supermercato Giacomo prende la sua barretta e i genitori continuano la loro spesa coinvolgendo il figlio. Al reparto delle patatine, Giacomo chiede di avere delle patatine e inizia a fare i capricci. A questo punto le reazioni dei genitori possono essere di tre tipi:

  1. Marta e Andrea decidono di accontentarlo
  2. Marta vuole seguire la regola e dunque vieta di comprare le patatine, Andrea invece prende le patatine per riporle nel carrello
  3. Entrambi i genitori seguono la regola, ignorando il capriccio e andando avanti nella loro spesa.

Analizziamo le tre diverse reazioni.

Nel primo caso il bambino viene accontentato e la regola viene infranta: Giacomo percepirà le regole come qualcosa di vano e il suo capriccio come un ottimo strumento per sperimentare il suo potere sugli adulti.

Nel secondo caso il bambino viene accontentato ma solo da un genitore producendo quella che i pedagogisti chiamano incoerenza educativa: Giacomo ottiene comunque quello che vuole e percepisce la regola come valida solo con la mamma, per cui sa che se uno dei due genitori vieta, l’altro lo accontenta. Quest’atteggiamento, in situazioni più complesse, può rivelarsi altamente disorientante per il bambino, oltre che diseducativo.

Nel terzo ed ultimo caso, il bambino non viene accontentato e la regola viene rispettata: Giacomo continua a frignare ma dopo dieci minuti si stanca poiché il suo capriccio è stato ignorato.

Ovviamente la terza opzione è la più difficile da mettere in atto, ma darà ottimi risultati educativi.

In conclusione vorrei rincuorare tutti quei genitori che lottano contro i capricci effimeri dei figli dicendo: Cambiate strategia e vedrete che andrà meglio!

 

 

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